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Codice Etico, il filo rosso che tutto lega
Postato il 22/11/2018

La volontà di adottare il Codice Etico della Confesercenti forlivese, nasce dalla necessità condivisa dalla Presidenza di dover riprendere i valori fondanti dell’Associazione. A nostro parere occorre ridare luce ai punti cardinali del nostro essere Organizzazione di categoria, per trarne la convinzione di esercitare nel modo migliore il ruolo che ci siamo assegnati nella comunità economica. Un ruolo che nelle sue forme è sicuramente cambiato negli anni, ma che nella sostanza resta ancorato alla volontà di tutelare e rappresentare gli interessi delle piccole e medie imprese. Tutto ciò dovendo fare i conti con le crescenti difficoltà determinate dall’essere oggi parte di una realtà sociale sempre più propensa a slacciarsi. La Confesercenti forlivese rappresenta la struttura territoriale del più vasto sistema costituito dalla Confesercenti nazionale, un’Associazione nata per tutelare e rappresentare gli interessi dei propri associati, impegnata a promuovere il loro sviluppo professionale, economico e sociale, nel rispetto dei principi sanciti dalla Carta Costituzionale. Occorre partire da questo principio fondante, per tornare a riflettere sull’origine del percorso che è stato intrapreso oltre 60 anni fa e che vede qui oggi presenti alcuni commercianti testimoni dell’inizio della nostra storia, assieme a nuovi imprenditori poi subentrati nel tempo negli Organismi dell’Associazione, ma soprattutto nuove leve entrate negli anni più recenti a far parte del personale dipendente, a fianco di coloro che da alcuni decenni sono partecipi alle sorti della Confesercenti forlivese. In effetti, con l’adozione odierna del Codice Etico, i cui contenuti erano stati predisposti dalla Presidenza della Confesercenti forlivese in previsione dell’Assemblea congressuale dello scorso anno, la nostra Associazione rinnova e torna a precisare l’impegno che assume ogni singolo imprenditore quando decide di associarsi,  come deve operare ogni dipendente di qualsiasi livello, a quali regole devono riferirsi i rappresentanti dell’Associazione in organismi esterni ed a quali i massimi vertici dell’Organizzazione, affinché mai venga meno il rispetto del Codice, nel perseguimento dei propri scopi, in particolare nei confronti dell’opinione pubblica  e delle Pubbliche Amministrazioni. In fondo si tratta di tornare a sottolineare, a tutti i destinatari del Codice Etico, quali sono i modelli di comportamento a cui fa riferimento la Confesercenti forlivese, vale a dire quelli ispirati a legalità, autonomia, integrità e trasparenza.

Una sorta di richiamo a valori indiscutibili che parrebbe superfluo dover rimettere a fuoco, ma che invece ci piace riprendere e rinfrescare, per trarre l’energia  necessaria per i confronti esterni all’Associazione, spesso caratterizzati da logiche purtroppo diverse. Il Codice Etico della Confesercenti forlivese di fatto costituirà il complesso delle norme etiche e sociali a cui i vari soggetti interessati dovranno attenersi, in forza del fatto che, all’atto dell’adozione, cioè dalla data odierna, dovrà ritenersi integrativo dello Statuto della Confesercenti provinciale forlivese. Poiché l’evoluzione normativa ha determinato che anche le società e gli enti  sono chiamati a rispondere per i reati commessi dalle persone fisiche che li rappresentano o che, nei modi specificati dalla legge, sono inseriti nella loro struttura, quando l'azione delittuosa è commessa nell'interesse o a vantaggio della società medesima, occorre ben delineare nel Codice Etico, contenuti che sanciscano in modo chiaro l’impegno della Confesercenti forlivese a rispettare tutte le norme giuridiche vigenti, agendo nella trasparenza più completa, secondo modelli operativi chiari e ben definiti. In sostanza il Codice Etico, oltre ad un quadro di valori deve anche costituire un preciso riferimento per tutti coloro che svolgono attività in Confesercenti o a nome della Confesercenti forlivese, al fine di evitare di creare con le proprie azioni, pregiudizio all’Associazione. Da tutto ciò si struttura un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati gravanti sull’Associazione, su cui dovrà esercitare un compito di controllo un Organismo di Vigilanza, dotato di autonomi poteri d’iniziativa e di controllo, rappresentato dal Collegio di Garanzia della Confesercenti provinciale forlivese.


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